Titolo: Aaah, la gioventù!
Fandom: Bleach
Personaggio/Coppia: Kurosaki Ichigo / Kuchiki Rukia
Prompt: 039. Gusto.
Rating: Giallo.
Conteggio Parole: 100. E' una drabble perfetta!
Note: La mia prima drabble! *__* E dopo di questa vado per le 200 parole, e poi le 300!
Disclaimer: Sfortunatamente, Bleach, i suoi personaggi su cui sclero allegramente e qualsivoglia altra cosa riguardo quest’opera non mi appartengono. E’ tutto © Tite Kubo-sensei. Questa raccolta non è a scopo di lucro. Tabella: http://eragon1001.livejournal.com/8
039. Gusto.
“Ichigo, ti odio”. Occhi ridotti a fessura che mandano scintille.
Passano i minuti e nessuno accenna a parlare. La shinigami si alza e cerca di andarsene, furibonda. Il ragazzo la raggiunge con un salto e la ferma per il polso, deciso a scusarsi, ma viene anticipato da Rukia stessa, che si alza in punta di piedi e lo bacia, con forza. Poi si fionda per le scale. Ichigo resta immobile per un po’, il sapore del bacio sulle labbra, infine sorride e la rincorre.
- Dimensione:Ehr, dovrei fare i compiti ^^'
- Umore:
busy
Mi rifaccio viva dopo un pò di tempo XD
Come si può notare, ho cambiato lo style del journal, e questo mi piace molto di più. E' invernale, quindi in piena stagione, e poi sono riuscita ad inserire qualche immagine personale, alla fine di ogni post e nella pagina principale. Che bello! *________*
Sono veramente soddisfatta.
Per quanto riguarda lo stato dei miei scritti, ho passato un periodo davvero orribile di sconforto e perdita della fiducia in me stessa riguardo il mio stile. E' stato veramente tremendo. Per fortuna, grazie al mio ottimismo e alla forza di volontà che si fa viva in momenti del genere, sono riuscita bene o male a passarlo. Ovviamente, devo lavorare ancora tantissimo sul mio stile, però, e sulle storie originali che scrivo e sui personaggi delle storie. Per ora ho una graziosissima idea che mi frulla in mente, non psicologica e non profonda, ma simpatica e di cui processo creativo si preannucia molto divertente per me. XD Proprio per questo si discosta molto dalle altre trame che ho ideato in precedenza.
E non credo sia un male, perchè in quest'ultimo periodo ho bisogno di svagarmi e di non barcamenarmi in cose complicate.
About BDT
Ho postato un nuovo prompt pochi giorni fa, nel post immediatamente precedente questo. Oserei dire che la grande tabellona sta procedendo, non velocemente e neanche tanto come vorrei, ma segue un suo percorso ed ogni tanto fa capolino per ricordarmi di scrivere qualcosa. In linea generale, è una situazione abbastanza tranquilla.
Rimando al link della tabella
http://eragon1001.livejournal.com/8463.h
About Other Things
Sfogliando i post del LJ, ho riscoperto il famoso meme Kurofay, di cui a suo tempo scrissi all'incirca 4 dei 10 brevi interventi previsti. Dato che sarebbe un abominio lasciarlo lì incompleto, prometto che mi impegnerò e cercherò di scrivere a breve i restanti e di conseguenza postarli. (fioretto)
Il riferimento è questo qui
http://eragon1001.livejournal.com/5737.h
Spettegolando sul Kurofay, sono fiera di annunciare che mi è stata ufficialmente commissionata una yaoi su questo meraviglioso pairing di TRC. Essendo la prima yaoi che scrivo, voglio seriamente impegnarmi e farla bene, non incentrata esclusivamente sull'amplesso (sebbene mi sia arrivato il suggerimento da una persona diversa dal committente che ha esclamato: lemon!). E sono certa di riuscirci, o al limite mi constringerò a farlo! *hero mode*
AH! E c'era anche la famosa rubrica sulle recensioni manga, che era così carinaaaa! Mi dispiace di averla troncata sul nascere! Se un giorno ho tempo voglio darmi alla pazza gioia critica e resuscitarla ^^
Orben, finisco qui.
Tanti saluti e tanti abbracci,
xoxo Angelica.
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exanimate - Musica:I want to change the world - Max Alto
Titolo: Falling off the edge of the world
Fandom: Bleach
Personaggio/Coppia: Kurosaki Ichigo / Kuchiki Rukia
Prompt: 016. Rosso.
Rating: Giallo.
Note: Il titolo è preso da un prompt di una community di writers, la 2x5 Obsessions. L'ispirazione me l'ha data una magnifica immagine di Kubo in cui ci sono Ichigo, Rukia, Renji ed Ishida vestiti da soldati con uniformi rosse. Tanto per la cronaca, per i gradi militari ho usato la gerarchia italiana: Ichigo, di grado più alto, è un Generale di Divisione, mentre Rukia, qualche grado in meno, un tenente colonnello.
Disclaimer: Sfortunatamente, Bleach, i suoi personaggi su cui sclero allegramente e qualsivoglia altra cosa riguardo quest’opera non mi appartengono. E’ tutto © Tite Kubo-sensei. Questa raccolta non è a scopo di lucro. Tabella: http://eragon1001.livejournal.com/8
“Kuchiki-sama, il Generale della Divisione AS11, Kurosaki Ichigo-sama, ha richiesto un immediato incontro con lei per discutere particolari del progetto ‘Alfa3”.
La donna alzò lo sguardo sul giovane milite davanti a lei, inarcando un sopracciglio. Aveva appena iniziato a visionare un rapporto che si preannunciava preoccupante fin dalle prime righe e l’arrivo del sottoposto l’aveva interrotta.
“Kurosaki-san ha bisogno di me proprio in questo momento?”
“Mi ha pregato di riferirle che si tratta di una questione della massima urgenza”.
A quelle parole, un lampo di comprensione saettò per un istante nel fondo delle iridi violacee del Tenente Colonnello Kuchiki. Si alzò velocemente, sistemando i fogli che stava consultando e ripiegandoli con cura sulla scrivania, pronti per essere firmati al suo ritorno. Con un cenno imperioso di assenso verso il soldato, aggirò la scrivania e si diresse a passi decisi verso la porta che il giovane teneva educatamente aperta.
Egli la scortò per i lunghi corridori della Base Operativa Centrale, gettandole di tanto in tanto un’occhiata. Lo sguardo del Tenente Colonnello era freddo ed impassibile, e provocava brividi di terrore al soldato. Era semplicemente atterrito da quella donna spietata ed implacabile. Giravano certe storie di crudeltà su di lei…ma era meglio non pensarci.
Bussarono all’enorme porta blindata rivestita di legno scuro e massiccio.
“Avanti” scandì una voce roca, profonda ed autoritaria.
Il soldato fece entrare per prima Kuchiki-sama, poi sgusciò velocemente nella stanza.
“Attendo ulteriori istruzioni”
La figura virile di Kurosaki Ichigo, seduto dietro la scrivania, si limitò a sventolare la mano in un gesto irritato e sbrigativo.
“La ringrazio per i suoi servigi, può andare adesso”
Il soldato fece un profondo inchino ed uscì, sospirando. Era contento di aver eseguito l’ordine in breve tempo. In effetti, rimanere nella stessa stanza con il Maggiore Generale Kurosaki e il Tenente Colonnello Kuchiki gli procurava sempre una certa angoscia. L’aria si permeava di una certa tensione non bene identificabile, ed il ragazzo avvertiva la sgradevole sensazione di essere di troppo. Oltretutto, pensò, il progetto a cui stavano lavorando doveva essere veramente importante: era da settimane che era costretto a fare la spola tra questo e quel ufficio, scortando o l’uno o l’altra a seconda delle situazioni.
Il soldato svoltò un corridoio, salutando rispettosamente il poco personale presente a quel ora, ed allontanandosi sempre più dall’ ufficio.
Al cui interno, Rukia Kuchiki era ancora rigidamente ferma davanti la porta, le braccia lungo i fianchi e la schiena dritta come un manico di scopa, ed osservava il suo superiore. Quest’ ultimo la fissò per lunghi istanti, l’ambra dura degli occhi che poco a poco si scioglieva in pozze di dolce miele, e d’improvviso non sembrò più così spaventoso, benché il sole riflettente dalla finestra dietro le sue spalle gli desse ancora un’ aria di onnipotenza. Il Generale di Divisione si alzò in piedi e sorrise, avvicinandosi alla donna e prendendola per mano.
“Come sta andando il lavoro?”
Rukia si rilassò e sbuffò, intrecciando le dita con le sue.
“La solita mole di scartoffie. Non dovresti interrompermi così frequentemente, sai? Ne va del futuro della nazione, in fondo”Ichigo ridacchiò, si chinò e le stampò un bacio a fior di labbra. La sua fidanzata si scansò, seria:
“Non sto scherzando, Ichigo. E’ in corso una guerra, e noi stiamo qui a…a…” deglutì, arrossendo lievemente “Mi sento terribilmente in colpa. Non stiamo servendo a dovere lo Stato, che ha bisogno di noi. Io ci tengo a questo paese. Ho dedicato tutta la mia vita alla sua salvaguardia, capisci?”
Ci fu un brillio strano nei suoi occhi, come se volesse comunicargli qualcosa d’importante, qualcosa oltre le sue stesse parole. Si mordicchiò le labbra, incerta. Ma fu l’uomo di fronte a lei a parlare:
“Lo so benissimo, Rukia. Ed è proprio questo il motivo per cui ti ho chiamata”
La donna gli rivolse uno sguardo interrogativo, spiazzata. Normalmente, ogni qual volta la faceva condurre nel suo ufficio, non parlavano mai di cose serie…bhe, di solito non parlavano e basta, preferendo dedicarsi ad altre, per così dire, occupazioni.
Ichigo eluse l’occhiata di lei e voltò la testa di lato, a disagio. Inspirò ed espirò profondamente un paio di volte, prima di dichiarare:
“Parto per il fronte nord-occidentale”
Rukia spalancò gli occhi ametista ed esclamò con voce involontariamente stridula:
“E’ il campo di battaglia più caustico che ci siamo ritrovati a gestire! Ne stavo leggendo i rapporti qualche minuto fa! Lì muoiono manipoli di soldati ogni giorno…è una guerra di trincea, è il nostro tallone d’Achille, Ichigo! Non puoi andare!”
Si aggrappò forte all’uniforme rossa dell’uomo, singhiozzando. Eppure, non una lacrima le bagnò le guance. Aveva imparato a reprimere le manifestazioni di dolore da tanto tempo, ormai.
Ichigo la strinse forte a sé, conscio della sofferenza che le stava causando, ma incapace di fare alcunché per alleviarla. Kurosaki aveva contrastato a lungo quella decisione, aveva escogitato mille modi diversi per evitare di partire, ma inutilmente. Il Comandante Generale Yamamoto-sama stesso aveva richiesto la sua presenza su quel fronte maledetto, ed Ichigo d’altro canto sapeva di essere l’unico in grado di risolvere la critica situazione creatasi. La posta in gioco era troppo alta per affidarla a qualcuno forse più disposto al trasferimento ma meno esperto di lui.
“Sei uno sciocco…E’ per questo motivo che ultimamente ci incontravamo così spesso? Per non perdere tempo prezioso?”
L’uomo annuì e fissò dolcemente la sua compagna, la quale tentava in tutti modi di ristabilire un contegno. Rukia strizzò forte le palpebre, poi sciolse l’abbraccio, gli voltò la schiena e si diresse verso una delle sedie davanti alla scrivania, in cui si accomodò. Ichigo la vide intrecciare le dita in grembo, e riuscì a cogliere l’ombra di un triste sorriso adornarle il volto prima che lo ruotasse in direzione della finestra. Passarono altri minuti di silenzio. Ichigo sapeva che doveva darle il tempo di accettare la notizia senza disturbarla: la conosceva troppo bene. Ma accettare una decisione non significa necessariamente condividerla. Quindi sperò ardentemente che comprendesse la situazione, in tal modo le cose sarebbero state più facili per entrambi. La guerra era il loro mondo, la loro ragione di essere, la causa a cui si erano votati ed il motivo per cui portavano fieramente appuntati i simboli dei loro gradi elevati al petto. Ichigo e Rukia non avevano mai conosciuto un mondo senza il sangue delle battaglie. Il primo era un bambino paffuto di appena cinque anni e la seconda non era neanche nata quando gli adulti connazionali si erano gettati urlando contro la linea di penetrazione nemica. Era stato facile per loro decidere di votarsi alla salvaguardia del paese, emulare gli eroi degli anni passati che con ardore li avevano difesi.
“Ichigo”
La voce di Rukia lo riscosse dai suoi pensieri. Il volto della donna era così serio: sembrava scolpito nel marmo. Ma Rukia distese l’espressione, ridacchiò, ed al suo fidanzato sembrò che un artista avesse scolpito la pietra per creare l’ opera più bella di tutti i tempi.
“Sai che ti amo, vero?”
Stavolta, fu il turno di Ichigo di sorridere. Assentì con il capo.
“E, per favore, puoi ricordarmi quanti anni ho?”
Le sopracciglia dell’ uomo si aggrottarono per atteggiarsi alla sua usuale espressione.
“Trentadue”
Rukia si era voltata di nuovo, e lo fissava dritto negli occhi, con l’espressione più dolce e sofferente insieme che le avesse mai visto.
“Circa un mese fa, mentre passeggiavo al parco durante il mio giorno libero, ho incontrato una conoscente. Non ti starò a raccontare tutta la felicità nel rivederla: era una delle mie migliori amiche al liceo, ho perso il conto delle sciocchezze che abbiamo combinato insieme, ci divertivamo così tanto…Comunque, era seduta ad una panchina ed accanto a lei, su un passeggino, c’era sua figlio. Oh, Ichigo, era un bambino così carino!”
Ora i suoi occhi brillavano ed esibiva un largo sorriso mentre gesticolava animatamente:
“La mia amica mi ha dato il permesso di prenderlo in braccio, ed era piccolissimo, cicciottello, le manine erano minuscole e morbide!”
Improvvisamente, Rukia smise di agitarsi e ridivenne triste. Portò lo sguardo a terra, mentre una ciocca di capelli le ricadeva dalla coda sfatta, nascondendole l’espressione.
“Voglio essere madre. Anzi, voglio essere la madre di tuo figlio” .
Ichigo annaspò, fece un passo verso di lei, incespicò e cadde rovinosamente. Rukia lo osservò stranita. Non succedeva mica tutti i giorni di vedere un Generale di Divisione perdere così stupidamente l’equilibrio!
“C-che cosa?”
La voce di Ichigo sembrò più uno squittio che altro. Rukia era sempre più scossa:
“Ehi, sei sicuro di star bene?”
L’uomo rimase a terra, gli occhi fuori dalle orbite. Sembrava perso nel suo mondo interiore.
“Io…diventerò padre?”
La donna si accovacciò accanto a lui, posandogli una mano sulla fronte. No, era freddo, niente febbre. Lo aiutò ad alzarsi, e lui ne approfittò per abbracciarla. I due si cullarono per un po’, teneramente. Finché ella non esordì di nuovo:
“Tu partirai. Ed io non so quando tornerai. So solo che sento questo straziante desiderio di essere madre, ed è una necessità che mi lacera l’anima. Quando mi guardo indietro, c’è solo la lunga scia di angoscia che ho tracciato a calci e pugni per eccellere nell’esercito. Guardo avanti, e c’è solo una grande incognita. Mi chiedo se non abbia sprecato la mia vita, per tutto questo tempo” sospirò, e bloccò le proteste di Ichigo sul nascere “Oh, e poi ci sei tu, certamente. Tu che mi lascerai sola, senza nessuna sicurezza tranne il reciproco amore”
L’uomo non riuscì a trattenersi:
“Ti ricordo che anche io ho sempre pensato alla carriera. La spilla di Generale me la sono guadagnata sputando sangue, Rukia. Credi che andarmene mi renda felice? Oltretutto ora che so come ti senti?! Non prendiamoci in giro, donna. Siamo grandi abbastanza per non comportaci da sciocchi adolescenti”
Rukia restò in silenzio, ma Ichigo poteva giurare che il suo cervello stesse macchinando qualcosa. Ed infatti, riesumò il suo cipiglio da Tenente Colonnello, il quale probabilmente non incuteva molto terrore ad un Generale di Divisione, ma rendeva egregiamente l’atmosfera improvvisamente tesa che si era creata.
“Allora dimostrami di essere un uomo consapevole di trentasette anni che sa cosa vuole dalla vita. Mostrami le prove del tuo amore per me, del perché la nostra relazione dura da sei anni. Ti prego, Ichigo…” e divenne improvvisamente remissiva “ho bisogno di avere delle certezze”.
E le sue ciglia brillavano nel riflesso di nuove lacrime inespresse.
L’uomo si sentì morire dentro. Che razza di persona malvagia poteva essere tanto da far piangere Rukia? Anche solo causarle la minima tristezza gli procurava un dispiacere immenso. Lei, lei che si era impadronita di un posto importante nella sua vita, la donna che lo amava a tal punto da volere un figlio da lui, credendolo degno e forte abbastanza da divenire padre, colei che lo aveva aspettato pazientemente per tutto quel tempo mentre vedeva le sue amiche sposarsi e metter su famiglia, senza mai fargli cenno del proprio rammarico, bensì rimanendogli accanto e tollerandolo malgrado tutto ciò che aveva dovuto sopportare. Ed erano state veramente tante le cose che gli aveva dovuto perdonare. “Non mi merito forse qualcosa?” Era questo che gli stava chiedendo, ora. Ichigo sapeva che se avesse potuto lei non avrebbe mai fatto una richiesta del genere, ma evidentemente era giunta ad un punto di non-ritorno. Non l’aveva abbandonato al suo destino solo perché lo amava troppo.
“Sono un idiota…” si ritrovò a mormorare, interrompendo seccamente la catena di pensieri.
“Mi dispiace, avrei dovuto farlo molto tempo fa…ma avevo paura, credo. Questo dimostra che sono un codardo, in fin dei conti, ma voglio rimediare ora. Non esiste momento più giusto di quello che stiamo vivendo”.
Rukia lo osservò inginocchiarsi a terra ed afferrarle la mano sinistra. Gli occhi di lui ardevano di fuoco bruciante e determinazione. La donna avvertì un repentino cambiamento nell’aria, e percepì la sensazione che qualcosa di importante stesse per accadere.
“Un pomeriggio piovoso di sei anni fa conobbi una ragazza. Fu un incontro totalmente causale, e dalle circostanze in cui esso avvenne ebbi una sgradevolissima prima impressione di lei. Era solo una sciocca sottoposta saccente e nulla più. All’ epoca avevo 31 anni, ero deciso a scalare le vette dell’ Esercito e non avevo tempo da perdere con niente e con nessuno. Fu indescrivibile e seccato il mio stupore quando appresi la notizia che quella stessa sottoposta saccente sarebbe divenuta la mia assistente. Da lì iniziò un periodo veramente strano: la ragazza era tutto ciò che non mi ero mai aspettato ed oltre. Certe volte mi faceva morire dal ridere mentre altre avrei voluto strozzarla. Ma qualcosa scattò, od era già scattato, probabilmente, e quella ragazza divenne la mia migliore amica. Era piacevolissimo discorrere con lei, scambiarci opinioni, richiedere dei buoni consigli. All’epoca non lo sapevo, ma ero fin troppo coinvolto in quella bislacca e sincera amicizia.”
Rukia scoppiò a ridere, interrompendo il monologo.
“Ehi, non pensare che tu fossi tanto meglio! I capelli arancioni, le sopracciglia aggrottate…”
Si esibì in una buffa imitazione del fidanzato, storcendo l’espressione in un grugno arrabbiato. Poi rise di nuovo.
“Avanti continua, stavo solo scherzando”
L’uomo si limitò ad alzare le spalle ed stringerle maggiormente la mano, prima di ricominciare a parlare:
“Come stavo dicendo…” Occhiata di sbieco a Rukia “Un giorno, improvvisamente, mi accorsi di quanto la mia intelligente ed arguta amica fosse anche bella. Questo ha a che fare col desiderio fisico, ovviamente” aggiunse dopo averci pensato. Rukia non riuscì a trattenersi:
“E ti pareva!”
Ichigo roteò gli occhi, come a dire “Siamo adulti, mica adolescenti in crisi ormonale” e riprese per la terza volta:
“Da quel momento, seppi che niente sarebbe stato più come prima. Ed avevo ragione. Non voglio ripetere eventi che già conosciamo, ma quando sei finalmente diventata mia” Ichigo strinse gli occhi a fessura “il mio mondo…è cambiato. E c’è solo una cosa da fare in questi casi. Rukia, ti amo, sei la donna della mia vita e nessun’altra è stata o sarà mai come te. Ti amo, mi…mi vuoi sposare?”
Pronunciò l’ultima frase tutto d’un fiato. Anche Rukia trattené il suo, espirando forte.
Passarono alcuni istanti di silenzio, scanditi solo dal ticchettio dell’orologio sulla parete.
“Kami-sama, SI!”
Rukia gli buttò le braccia al collo, sorridendo a trentadue denti.
“Temevo che non me lo avresti mai chiesto”
Gli sussurrò all’orecchio, gli occhi chiusi, il volto disteso in un’espressione beata mentre rilassava il corpo tra le braccia di Ichigo, conscia che quella salda presa l’avrebbe cullata da lì all’eternità. Si prospettava una realtà nuova ed eccitante, sapere che l’avrebbe condivisa con Ichigo la rendeva felice come poche volte era stata nella vita. Durante quel abbraccio lungo ed appassionato ogni insicurezza, ogni velleità, ogni tristezza o paura o rabbia si sciolsero e fluirono lontano dai loro animi, scoprendo unicamente al loro posto la pura serenità.
Ichigo sollevò il viso e baciò dolcemente i capelli dell’amata, la quale lentamente aprì gli occhi a quel contatto.
Si fissarono per un tempo indefinito, finché Rukia proruppe in pianto ed Ichigo si affrettò a rassicurarla con gesti lenti e profondi.
L’uomo pensò che in quel momento lei sembrasse piccola e fragile come un oggetto di cristallo finissimo.
Undici mesi dopo, Kurosaki Ichigo ritornò in patria vittorioso, acclamato dall’intera nazione per i servigi resi in battaglia. Sbarcò dall’aereo governativo e si ritrovò circondato da una folla di persone in festa. Il suo sguardo vagò tra i visi sconosciuti, impaziente, tentando di trovare l’unico che gli stesse a cuore.
Ed infine vide una figura minuta arrancare e farsi spazio in quel muro umano. Ichigo si affrettò a tenderle la mano, e si ritrovò a fissare dopo tanti mesi il volto di Rukia, che aveva sognato ogni notte dalla sua partenza. Notò con meraviglia che la maternità l’aveva resa ancora più bella. La donna poggiò la mano di lui sulla propria pancia rigonfia da quinto mese, ed Ichigo, sebbene circondato dal chiasso, riuscì a percepire il flebile battito di un cuoricino che lotta per essere al mondo.
Il cuore di suo figlio.
Boccheggiò e strinse la moglie in uno stretto abbraccio, con le lacrime agli occhi.
Si, la felicità esisteva davvero.
Titolo: Keep Your Hands Off My Girl
Fandom: Bleach
Personaggio/Coppia: Kurosaki Ichigo / Kuchiki Rukia
Prompt: 042. Triangolo.
Rating: Verde
Note: Il titolo è preso da un'omonima canzone dei Good Charlotte.
Disclaimer: Sfortunatamente, Bleach, i suoi personaggi su cui sclero allegramente e qualsivoglia altra cosa riguardo quest’opera non mi appartengono. E’ tutto © Tite Kubo-sensei. Questa raccolta non è a scopo di lucro. La canzone "Keep Your Hands Off My Girl", di cui riporto il ritornello, appartiene ai Good Charlotte ed alla loro casa discografica.
Tabella: http://eragon1001.livejournal.com/8463.h
042. Triangolo.
Quei due erano insieme, e stavano ridendo.
Oh, certo. Si divertivano, pare.
Lui era a petto nudo, ovviamente. Non avrebbe mai perso nemmeno un’occasione per mostrare i muscoli, specialmente di fronte a lei.
Pff, ridicolo. Come se le potesse piacere un po’ di pelle tatuata. E non era mica il solo ad avere gli addominali sviluppati, lì dentro.
Ah, adesso si stavano stuzzicando a vicenda. Poteva capirlo dalle loro espressioni. Lei aveva le palpebre abbassate e la testa inclinata verso di lui, le piccole dita che si andavano a posare con fine e finta innocenza sulla fronte dell’uomo, prima di schioccare una sonora schicchera.
Ben gli sta.
Lui invece si era alzato in piedi e tentava di intimidirla con la sua statura. Come se lei non fosse abituata ad avere a che fare con gente più grande. Il suo carattere determinato ed innegabilmente testardo l’aiutava a fronteggiare anche certi sbruffoni. Specialmente certi sbruffoni.
Ed infatti l’aveva fatto cadere a terra con un pugno in testa. Vide lui massaggiarsi la parte dolente con espressione sofferente, la bocca spalancata ad urlare qualche scemenza, probabilmente.
Bhe, in quel momento, e solo in quel momento, l’uomo si era guadagnato tutta la sua comprensione. I colpi che lei sapeva sferrare facevano dannatamente male, quante volte li aveva provati sulla propria pelle martoriata?
Ed una fitta di gelosia, più forte di tutte le altre provate precedentemente, gli dilaniò le viscere.
Si ritrovò a serrare le mani a pugno, gli occhi ridotti a due fessure.
Ed ora cosa diavolo stanno facendo?
Si erano spostati e non riusciva più a vederli bene.
Maledizione!
Ah!
Toglile le mani di dosso, brutta scimmia!
Una scarica d’ira gli infiammò le vene e gli fece rivoltare lo stomaco, costringendolo ad aggrapparsi alla parete per trattenersi dall’intervenire. Dovette anche schiaffeggiarsi la faccia per impedirsi di imprecare ad alta voce.
Quel rozzo uomo aveva osato prendere in braccio la sua ragazza!
L’aveva presa per i fianchi e la faceva volteggiare come un bambina. Poteva sentire gli strilletti entusiasti di lei fin lì. E lui se la rideva, pienamente soddisfatto, con quel ghigno odioso stampato in volto.
Si? Si? Sei felice, adesso? Ti piace illuderti che rimarrete solo tu e lei per sempre?
Ma non è più così, Renji, da tanto tempo ormai.
Tu non le interessi in quel senso e non le interesserai mai.
Perché Rukia sta con me, dannazione.
No! Basta, smettila! Cos’era quel espressione maliziosa, perché si stavano avvicinando l’uno al volto dell’altra?
Questo è troppo!
Ichigo sbucò fuori dal nascondiglio e corse verso la coppia, ringhiando come un cane a cui hanno rubato l’osso. I due fecero appena in tempo a girarsi ed accorgersi di quella presenza improvvisa che il ragazzo aveva già afferrato Rukia e l’aveva premuta contro il suo petto, circondandole il corpo minuto con le proprie braccia, strette in una morsa ferrea. Gettò un’occhiata di fuoco a Renji, infondendo tutto il disgusto verso di lui e la possessività verso di lei. Il rosso era andato troppo oltre: aveva infranto certe regole non scritte, aveva oltrepassato i limiti di certe confidenze che non sta bene prendersi con le fidanzate altrui. E ne era pienamente cosciente. Perciò non tentò neanche di ribattere, limitandosi a scrollare le spalle ed allontanarsi, sospirando.
Ichigo lo seguì con lo sguardo fin quando fu possibile.
Poi abbassò gli occhi e si ritrovò specchiato nel blu profondo e luminoso delle iridi di Rukia, che aveva capito poco o niente di tutta quella strana questione maschile.
Il ragazzo si chinò e le sfiorò leggermente le labbra con le proprie, assaporandone il gusto.
“Tu sei solo mia, intesi?”
And the record keeps playing,
The same old song,
The hipsters mean mugging on me all night long,
They say "Aha, ahha",
Keep your hands off my girl,
Keep your hands off my girl,
They say "Aha, ahha",
But the record keeps playing,
The same old song,
They say "Aha, ahha",
Keep your hands off my girl,
Keep your hands off my girl.
[Lyrics by The Good Charlotte]
- Dimensione:Davanti al PC
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creative - Musica:The River - Good Charlotte
"Secondo me, X avrà relativamente un lieto fine. Cioè, l'1% delle cose si concluderà bene, e il restante 99% in modo catastrofico; nonostante questo, alcuni lettori saranno soddisfatti anche solo per quell'1%. "
Ecco, queste sono le speranze per X di un fan-medio. Confortante, eh? XD
- Dimensione:Traducendo le versioni di Giustino et Cicerone
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restless - Musica:Kyomu No Naka De No Yuugi Dais - Malice Mizer
| Your Cute Monster Says Your Inner Demon is Frailty |
![]() You have an easy going attitude, and you value harmony. You love freely and inspire others to love. You are easily beaten down by life. People think you're cute because you are optimistic. Your outlook on life is charming. |
a)le orecchie da coniglietto! *_____*
b) è bianco
c) ha dei cosi sbrilluccicosi in testa
Voglio specificare però che la personalità che descrive non mi rispecchia per il 99%, il restante 1% è solo per una frase e solo se a codesta frase si aggiunge una nota di specificazione. XD Quindi, ehr...attendibile?
- Dimensione:The Cute Monster World (if this exist xD)
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awake - Musica:Scandal - ShojoS
Lettera del 23 Ottobre in "Ultime Lettere di Jacopo Ortis",
di Ugo Foscolo.
- Dimensione:Inside my Mind
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blah - Musica:The Unforgiven - Metallica
Considerazione oggettiva dopo aver letto il volume 21 di Tsubasa Reservoir Chronicle:
E con questo ho detto tutto U_U
- Dimensione:Regno di Celes!
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anxious
In questi giorni a Parigi si sta svolgendo il Japan Expo, una delle più importanti manifestazioni europee sui Giappone, e sono state invitate anche le CLAMP. Su Youtube iniziano a circolare alcuni video. Ne posto uno, vorrei che notaste un particolare abbastanza scabroso xD. Inq eusto video le CLAMP sono arrivate e stanno aspettando per entrare non-so-bene-dove:
Notato il particolare macabro? XD Dietro il furgone bianco, ogni tanto quando la telecamera si alza si legge il nome del negozio di cui si vedono le vetrine: Pompes Funebres! XD Ora, io non so il francese, mas questo è inequivocabile...un'impresa di pompe funebri! E casualit (o per meglio dire, per l'Hitsuzen) proprio le CLAMP ci sono davanti...per colpa della loro mania dell'angst e di tutti i personaggi che hanno fatto morire XD Alla fine tutto torna!
- Dimensione:Parisssss!
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ditzy - Musica:Kings Of Medicine - Placebo
BUON COMPLEANNOOOOOOOOOOOOOOO!
Grazie per aver creato Bleach, Kubo-sensei! 32 anni di vita spesi benissimo!
(e cerca di far finire il manga in modo Ichiruki, pleeeeeeeeeease! :>)
Che la Shueisha e Shonen Jump siano con te per molto altro tempo a venire!
ANCORA AUGURI KUBETTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO! KYAAAAAAAAAAAAAAAA! *_________*
Buon compleanno a teeeeeeeee, buon compleanno a teeeeeeeee, buon compleanno al Ku-bet-toooooo.....
Buon compleanno a teeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!! EVVIVAAAAAAAAAA!
- Dimensione:Casa di Tite Kubo!
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giggly - Musica:Happy Birthday To You!


